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Artrosi: meglio il caldo o il freddo?

Redazione Vivere in Movimento Aggiornato 6 settembre 2026 12 min di lettura

Non esiste una risposta valida sempre, ma un criterio chiaro sì. Il freddo si usa quando l'articolazione fa male dopo uno sforzo o si gonfia. Il caldo si usa sulla rigidità, e qui le prove sono più solide di quanto si pensi — vale anche per le mani, non solo per il ginocchio. Nessuno dei due cura l'artrosi. Agiscono sul sintomo del momento. Un'eccezione va segnalata subito: un'articolazione calda, rossa e gonfia senza trauma non si scalda né si raffredda, si porta dal medico.

Quando si usa il caldo e quando il freddo

Ecco le sei situazioni tipiche e che cosa è stato davvero misurato per ciascuna.

Come si presenta Di solito si usa Che cosa è stato misurato
Rigida e "legata", prima di muoversi caldo sulla rigidità il caldo è risultato il migliore tra 5 metodi fisici (WOMAC, MD −2,09); sul gonfiore invece non ha mostrato effetto
Mani rigide o dolenti, soprattutto al mattino caldo (parafina o fango) 9 studi, 627 persone: dolore ridotto (SMD −0,60), presa più forte; parafina e fango superano il solo calore
Dolorante dopo una camminata lunga o una giornata in piedi freddo metanalisi 2025: dolore ridotto, SMD −0,57
Gonfia dopo lo sforzo freddo Cochrane: gli impacchi freddi hanno ridotto il gonfiore meglio del caldo e del nessun trattamento
Ginocchio debole, all'interno di un programma di esercizio massaggio con ghiaccio forza del quadricipite più alta del 29 % rispetto al controllo
Calda al tatto, rossa, molto dolente senza un trauma né l'uno né l'altro può essere un'urgenza medica (artrite settica): niente impacchi, si chiama il medico

Che cosa hanno misurato gli studi su caldo e freddo

Qui ci basiamo su tre lavori. Non su tutto quello che esiste, ma su quelli con il campione più solido e un esito misurato in modo diretto.

La prima è una revisione Cochrane del 2003 sulla termoterapia nell'artrosi, su 3 studi randomizzati e 179 persone con artrosi del ginocchio. Il massaggio con ghiaccio (20 minuti, 5 volte a settimana per due settimane) ha aumentato la forza del quadricipite in modo clinicamente rilevante e migliorato l'escursione di movimento. Gli impacchi di ghiaccio, invece, non hanno ridotto il dolore in misura significativa. Sul gonfiore ha vinto il freddo. Gli impacchi freddi lo hanno ridotto meglio del caldo e del gruppo di controllo, mentre sullo stesso esito il caldo non ha battuto il placebo. Gli autori avvertono che la qualità metodologica dei pochi studi inclusi era bassa e i risultati contrastanti. Conclusioni solide non se ne possono trarre.

La seconda è più recente. È una revisione sistematica con metanalisi del 2025, su 5 studi randomizzati e 201 partecipanti con artrosi del ginocchio, studi piccoli, da 15 a 64 persone ciascuno. Il freddo ha ridotto il dolore rispetto al controllo in modo statisticamente significativo (SMD −0,57; intervallo di confidenza al 95% da −0,97 a −0,18). Sulla funzione il risultato non ha raggiunto la significatività (SMD −0,28; da −0,58 a 0,02). La conclusione degli autori è misurata. La crioterapia può far parte di un piano di trattamento più ampio insieme alla chinesiterapia, ma da sola ha bisogno di prove più robuste.

Il terzo lavoro, sempre del 2025, è una metanalisi di rete su 32 studi e 2.078 persone con artrosi del ginocchio, che ha confrontato cinque metodi fisici — elettrostimolazione, laser a bassa intensità, termoterapia, crioterapia e onde d'urto. Su dolore e funzione i migliori sono risultati laser e onde d'urto. Ma sulla rigidità il caldo ha battuto gli altri quattro metodi (WOMAC, differenza media −2,09, il punteggio di classifica più alto). È la prova diretta dietro la regola pratica «caldo per la rigidità»: prima era buon senso, ora è misurato.

Il beneficio, quando c'è, resta un'aggiunta all'esercizio, non un suo sostituto. Il quadro completo delle cure sta nella pagina su che cosa aiuta davvero nell'artrosi.

Quanti minuti si tiene il ghiaccio

L'indicazione pratica è di restare fra i 10 e i 20 minuti per applicazione, dopo il carico o in una fase di dolore più acuto. Negli studi con il massaggio con ghiaccio la durata era di 20 minuti, ripetuti 5 volte a settimana per due settimane.

Due regole di sicurezza contano più della durata:

  • il ghiaccio non va mai a contatto diretto con la pelle: fra i due ci sta un panno sottile o l'involucro della borsa;
  • le temperature estreme si evitano in entrambe le direzioni, sia col ghiaccio sia con la borsa dell'acqua calda.

L'errore più comune è lasciare l'applicazione troppo a lungo, addormentandosi con la borsa calda sul divano. Un'ustione o una lesione da freddo sono danni reali, per un rimedio che agisce solo sul sintomo.

L'altro riguarda la sensibilità della pelle. Se è più bassa del normale — per una neuropatia, un problema di circolazione, un intervento — il segnale d'allarme arriva tardi o non arriva: la scelta va discussa prima con il medico, non dopo.

Uno schema fisso — «20 minuti tre volte al giorno, alternando caldo e freddo» — sarebbe comodo, ma in letteratura non esiste. Le durate di questi studi valgono per gruppi piccoli, mai confrontate in un calendario. Il criterio onesto resta questo: tempi brevi, pelle protetta, attenzione a come risponde l'articolazione nelle ore dopo. Se il dolore aumenta, si smette.

Borsa dell'acqua calda, bagno caldo o paraffina: cambia qualcosa?

Sul ginocchio questi metodi non sono mai stati messi a confronto diretto. Lì la scelta resta pratica: quanta superficie coprono, quanto bene si controlla la temperatura. Sulle mani, invece, un confronto misurato esiste, ed è recente.

Metodo Copre Da sapere
Borsa dell'acqua calda una zona sola: ginocchio, spalla, collo la più semplice; la temperatura cala da sola, ma va tolta a tempo
Bagno o doccia calda tutto il corpo, comodo per più articolazioni insieme utile quando la rigidità è diffusa al mattino
Bagno di paraffina mani e piedi, avvolge dita e nocche nella metanalisi del 2026 sull'artrosi delle mani, parafina e fango hanno battuto il solo calore (dolore SMD −0,85, presa +0,55)

Il fango (mud pack), misurato nello stesso lavoro del 2026, ha dato lo stesso vantaggio sul calore semplice. L'argilla scaldata usata in casa non è il prodotto testato negli studi — mancano dati sulla preparazione esatta — ma è calore più una pasta densa a contatto con la pelle, la stessa famiglia del fango. Il sale grosso scaldato in padella e gli impacchi di aceto restano invece senza alcun dato. Né a favore, né contro.

Quando non si usa né il caldo né il freddo

Una situazione, sopra a tutte, va riconosciuta subito.

Un'articolazione calda al tatto, rossa e gonfia, con dolore forte e movimento molto limitato, soprattutto se non c'è stato un trauma, può essere un'artrite settica, cioè un'infezione dentro l'articolazione. In quel caso non si applica il caldo, non si aspetta, non si prova con la borsa: si va in pronto soccorso. È un'urgenza medica che, senza trattamento, porta a distruzione dell'articolazione, osteomielite, sepsi.

La febbre può mancare. Compare solo nel 40–60 % dei casi ed è un segno aspecifico: l'assenza di temperatura non è una rassicurazione e non è un motivo per rimandare. La presentazione tipica è acuta, su una sola articolazione — negli adulti più spesso il ginocchio, poi anca, spalla e caviglia — con rifiuto di muoverla.

Il caldo, in questo quadro, è la scelta sbagliata: non perché scaldare peggiori di per sé l'infezione, ma perché dà un sollievo apparente ed è esattamente quello che l'istinto suggerisce, così si perdono le ore che contano. Il segnale da guardare non è il dolore, è il calore e il rossore della pelle sopra l'articolazione. Gli altri segnali che meritano un medico in tempi brevi sono descritti nella pagina sui dolori alle articolazioni.

Caldo e freddo dal tubetto: mentolo, canfora, capsaicina

Creme e gel che danno una sensazione di caldo o di freddo funzionano con un meccanismo diverso dall'impacco. Ed è un meccanismo misurato in laboratorio.

Il mentolo attiva in modo selettivo i recettori TRPM8, che sono i recettori del freddo. La pelle percepisce fresco senza abbassare davvero la temperatura del tessuto. La canfora, al contrario, attiva i recettori TRPV1, gli stessi della capsaicina del peperoncino, e i TRPV3: da lì la sensazione di calore. Entrambe appartengono alla stessa famiglia farmacologica, i counterirritant. Agiscono prima stimolando e poi desensibilizzando i recettori del dolore della pelle.

È un effetto reale. Ma va chiamato con il suo nome: è una distrazione dal dolore, non un'azione antinfiammatoria. Per mentolo e canfora non esiste una revisione sistematica sull'artrosi con un numero di persone da trattare per ottenere un risultato, come invece esiste per i gel con antinfiammatori — diclofenac e ketoprofene — che le linee guida NICE indicano di offrire nell'artrosi del ginocchio. Che cosa contiene davvero un tubetto e che cosa è stato studiato per ogni ingrediente sta nella pagina sulle creme e i gel per i dolori articolari.

Caldo, freddo e questi gel restano un'aggiunta. Nella gestione dell'artrosi il peso maggiore lo hanno movimento e controllo del carico, spiegati nella pagina sul ginocchio con l'artrosi.

10–20
i minuti entro cui restare con un'applicazione di freddo
−0,57
la riduzione del dolore da freddo nel ginocchio (SMD), 5 studi
−0,60
la riduzione del dolore da caldo nelle mani (SMD), 9 studi, 627 persone
−2,09
il miglioramento della rigidità del ginocchio col caldo (WOMAC), primo su 5 metodi
29 %
il guadagno relativo di forza del quadricipite col massaggio con ghiaccio
−0,85
la riduzione del dolore alle mani con parafina o fango, contro il solo calore

Fonti utilizzate 12

  • Brosseau L. et al. — «Thermotherapy for treatment of osteoarthritis», Cochrane Database of Systematic Reviews (3 studi, 179 persone; massaggio con ghiaccio 20 minuti 5 volte a settimana, forza del quadricipite +29 % in termini relativi; impacchi freddi migliori sul gonfiore; impacchi caldi senza effetto sul gonfiore): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6669258/
  • Dias R.F. et al. — «Cryotherapy in knee osteoarthritis: a systematic review with meta-analysis», 2025 (5 studi randomizzati, 201 partecipanti; dolore SMD −0,57, IC 95% da −0,97 a −0,18, p=0,004, I²=42%; funzione SMD −0,28, IC 95% da −0,58 a 0,02, p=0,07): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12168428/
  • StatPearls — «Septic Arthritis», NCBI Bookshelf NBK538176 (febbre presente nel 40–60 % dei casi e segno aspecifico; esordio acuto monoarticolare, negli adulti più spesso il ginocchio): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK538176/
  • Momodu I.I., Savaliya V. — «Septic Arthritis» (artrite settica come emergenza medica: senza trattamento porta a distruzione articolare, osteomielite, sepsi): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4401966/
  • NHS — Septic arthritis (articolazione calda, rossa e gonfia con dolore forte: valutazione immediata): https://www.nhs.uk/conditions/septic-arthritis/
  • Pergolizzi J.V. et al. — «The role and mechanism of action of menthol in topical analgesic products», Journal of Clinical Pharmacy and Therapeutics 2018 (mentolo come attivatore selettivo dei recettori TRPM8; stimolazione seguita da desensibilizzazione dei nocicettori cutanei): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29524352/
  • Xu H., Blair N.T., Clapham D.E. — «Camphor activates and strongly desensitizes the transient receptor potential vanilloid subtype 1 channel», Journal of Neuroscience 2005 (la canfora attiva TRPV1 e TRPV3 e desensibilizza TRPV1 più rapidamente della capsaicina): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16192383/
  • Barkin R.L. — «The pharmacology of topical analgesics», Postgraduate Medicine 2013 (salicilati, capsaicina, mentolo e canfora come counterirritant: «produce analgesia by activating and then desensitizing epidermal nociceptors»): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24547599/
  • Derry S. et al. — «Topical NSAIDs for chronic musculoskeletal pain in adults», Cochrane Database of Systematic Reviews 2016 (39 studi, 10.631 partecipanti; NNT 9,8 per il diclofenac topico e 6,9 per il ketoprofene topico): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27103611/
  • NICE NG226 — «Osteoarthritis in over 16s: diagnosis and management», raccomandazione 1.4.2 («Offer a topical non-steroidal anti-inflammatory drug (NSAID) to people with knee osteoarthritis»): https://www.nice.org.uk/guidance/ng226/resources/osteoarthritis-in-over-16s-diagnosis-and-management-pdf-66143839026373
  • Cheng K. et al. — «The short-term efficacy of heat therapy for osteoarthritis of the hands: a systematic review and meta-analysis», Journal of Rehabilitation Medicine 2026 (9 studi, 627 persone; dolore SMD −0,60, presa SMD 0,43; parafina e fango superiori alla sola fonte di calore, dolore SMD −0,85, presa SMD 0,55): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42572834/
  • Lan X. et al. — «Physical modalities for the treatment of knee osteoarthritis: a network meta-analysis», Aging Clinical and Experimental Research 2025 (32 studi, 2.078 persone; termoterapia prima su cinque metodi per la rigidità, WOMAC MD −2,09, SUCRA 98,1): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40192971/

Autore: Redazione Vivere in Movimento Pubblicato: 5 settembre 2026 · Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2026

Nota di salute. Questa pagina mette insieme studi e documenti pubblici su caldo, freddo e dolore da artrosi: non equivale a una visita né a una diagnosi e non prende il posto di chi ti segue di persona.

Marchi citati. Se nel testo compare un nome commerciale, resta di chi lo possiede: non abbiamo legami con chi produce o vende quei prodotti.

Domande frequenti

Per l'artrosi al ginocchio è meglio il caldo o il freddo?

Dipende da che cosa fa male: sul dolore dopo lo sforzo il dato migliore ce l'ha il freddo (metanalisi 2025, SMD −0,57), sulla rigidità vince il caldo, primo su cinque metodi fisici (WOMAC MD −2,09). In pratica: freddo dopo il carico e sul gonfiore, caldo sulla rigidità prima di muoversi.

Quanti minuti si tiene il ghiaccio sul ginocchio?

Fra i 10 e i 20 minuti per applicazione, con un panno fra il ghiaccio e la pelle. Negli studi sul massaggio con ghiaccio la durata era di 20 minuti, ripetuti 5 volte a settimana per due settimane. Le applicazioni lunghe non sono più efficaci, sono solo più a rischio di lesione cutanea.

Il ghiaccio fa bene all'artrosi delle mani?

Per il ghiaccio sulle mani non esiste uno studio dedicato: i dati vengono dal ginocchio, e applicarli alle dita è un'estensione ragionevole, non una misura diretta. Per il caldo invece un dato c'è: una metanalisi del 2026 su 627 persone con artrosi delle mani ha misurato meno dolore e una presa più forte, con parafina e fango davanti al calore semplice. Chi ha le mani rigide al mattino trova più facilmente sollievo lì che nel ghiaccio.

Per l'artrosi cervicale è meglio il caldo o il freddo?

Gli studi citati in questa pagina riguardano ginocchio e mani, non il collo, quindi non c'è un dato specifico da citare per la cervicale. Il criterio pratico resta lo stesso: caldo se il collo è rigido e contratto, freddo se c'è dolore acuto dopo uno sforzo. Se compaiono formicolii al braccio, perdita di forza o dolore notturno che non passa, la questione non è più caldo o freddo ed è il momento di una visita.

Il freddo dell'inverno peggiora l'artrosi?

Molte persone lo riferiscono, ma è un discorso diverso da quello dell'impacco: il freddo ambientale può rendere il sintomo più fastidioso senza che questo voglia dire che l'articolazione si stia consumando di più. Il tema è trattato nella pagina su che cosa può esserci dietro un dolore articolare.