Artrosi: che cos'è, sintomi, forme e cosa aiuta davvero
L'artrosi è il consumo lento della cartilagine, cioè dello strato liscio che copre le estremità delle ossa dentro un'articolazione e le fa scorrere senza attrito. Quando quello strato si assottiglia, arrivano dolore sotto carico, rigidità breve al risveglio e movimenti più corti. In Italia l'ISTAT conta artrosi e artrite insieme: riguardano il 16,4% della popolazione e il 47,9% delle persone dai 65 anni in su.
Che cos'è l'artrosi, detto in modo semplice
L'artrosi è una malattia degenerativa dell'articolazione: la cartilagine si consuma e l'osso che sta sotto cambia forma. Ai bordi si formano piccole sporgenze ossee, gli osteofiti, che la radiografia vede bene. Da qui il resto: l'articolazione si muove di meno e fa male quando lavora.
Artrosi non è sinonimo di artrite: la prima è usura della cartilagine, la seconda è infiammazione dell'articolazione, e il confronto punto per punto sta nella pagina artrosi o artrite: le differenze.
I medici distinguono anche due grandi gruppi, e la distinzione serve a capire perché è arrivata:
- Artrosi primaria — l'usura non ha una causa unica identificabile. È la forma più comune e nasce dall'incontro fra predisposizione genetica e fattori ambientali nel tempo.
- Artrosi secondaria — c'è una causa nota: un vecchio trauma, una malformazione dell'articolazione, una malattia articolare avuta da bambino, un disturbo metabolico o ormonale, un'infiammazione precedente, l'obesità.
Arrivati qui, molte persone cercano un integratore per la cartilagine. Sugli studi che riguardano glucosamina, condroitina e collagene — quello che hanno misurato e quello che è rimasto fuori — c'è la pagina sugli integratori per le articolazioni.
Quali sono i sintomi dell'artrosi?
Il quadro tipico è fatto di dolore che aumenta con il movimento e con il carico, rigidità dell'articolazione, movimenti che si accorciano. Nelle fasi iniziali il dolore si calma con il riposo: è questa la firma dell'artrosi rispetto ai dolori infiammatori.
Chi ci convive lo descrive quasi sempre con le stesse parole: il ginocchio "scrocchia" o "scricchiola", l'anca "si blocca" dopo essere stati seduti a lungo, le scale diventano il momento peggiore della giornata, si zoppica un po' la mattina. Il rumore in sé non è una diagnosi: non dice nulla su quanto la cartilagine si è consumata.
Ecco come si legge un sintomo senza fasciarsi la testa.
| Segno | Più tipico dell'artrosi | Fa pensare ad altro |
|---|---|---|
| Rigidità al risveglio | pochi minuti, passa appena ci si muove | oltre 30–60 minuti: possibile artrite reumatoide |
| Dolore | compare con carico e movimento, migliora a riposo | forte a riposo e di notte, soprattutto con calo di peso |
| Gonfiore | modesto, duro al tatto perché è osso | caldo, rosso, comparso in poche ore |
| Sedi | poche articolazioni, spesso non simmetriche | molte articolazioni insieme e in modo simmetrico |
Alle mani il percorso è diverso da quello del ginocchio: le dita diventano rigide, gonfie e dolenti e sulle articolazioni compaiono dei noduli. Con il tempo il dolore spesso si riduce e può sparire del tutto, mentre i noduli e il gonfiore restano.
Un'articolazione calda, rossa e gonfia, con dolore forte e movimento bloccato, soprattutto senza un trauma, va considerata un'artrite settica — cioè un'infezione dentro l'articolazione — fino a prova contraria. È un'urgenza: può danneggiare l'articolazione in pochi giorni. Si va in pronto soccorso, non in farmacia.
Vale subito il pronto soccorso anche per la febbre sopra 38 °C insieme a dolore e gonfiore di un'articolazione che peggiorano in fretta: è lo stesso sospetto, e aspettare qualche giorno non è sicuro.
Da far vedere entro uno o due giorni:
- gonfiore improvviso e forte senza una causa chiara;
- impossibilità di appoggiare la gamba o di muovere l'articolazione;
- dolore notturno insieme a perdita di peso non spiegata;
- rigidità al mattino che dura oltre 30–60 minuti: qui il medico giusto è il reumatologo, perché il quadro può essere infiammatorio.
Artrosi o artrite: qual è la differenza?
L'artrosi è degenerativa: la cartilagine si consuma e il dolore è meccanico e peggiora con l'uso. L'artrite è infiammatoria: il dolore c'è anche a riposo e di notte, la rigidità del mattino dura a lungo e migliora muovendosi, invece di peggiorare.
C'è anche una coppia di parole che si assomiglia troppo e viene confusa spesso. Spondiloartrosi è l'artrosi della colonna vertebrale: usura, appunto. Spondiloartrite è un gruppo di malattie reumatiche infiammatorie — spondilite anchilosante, artrite psoriasica, artrite reattiva, forme legate alle malattie infiammatorie dell'intestino. Non sono sinonimi e non si curano allo stesso modo.
A separare le due strade aiuta il laboratorio. Gli anticorpi anti-CCP non si trovano nel sangue di chi ha artrosi e sono il marcatore più specifico dell'artrite reumatoide: una metanalisi di 37 studi ha calcolato per l'anti-CCP una specificità del 95% e una sensibilità del 67%. Tradotto: se l'esame è positivo l'artrite reumatoide è molto probabile, se è negativo non è esclusa. Il fattore reumatoide è meno specifico — 85%, con sensibilità del 69% — e preso da solo si trova anche in altre malattie e in persone sane. Insieme, i due esami hanno un valore predittivo positivo vicino al 100%, e sono entrambi parte dei criteri di classificazione ACR/EULAR del 2010 per l'artrite reumatoide.
Quali sono le forme di artrosi e come si chiamano?
Ogni articolazione ha il suo nome tecnico, anche se sotto il processo è sempre lo stesso. Qui la traduzione dei termini che compaiono nei referti.
| Nome tecnico | Articolazione | Approfondimento |
|---|---|---|
| Gonartrosi | ginocchio | artrosi del ginocchio |
| Coxartrosi | anca | artrosi dell'anca |
| Rizoartrosi | base del pollice | rizoartrosi |
| Spondiloartrosi | colonna vertebrale (cervicale, lombare) | questa pagina |
| Artrosi acromion-claveare | spalla, dove la clavicola incontra la spalla | questa pagina |
| Hallux rigidus | base dell'alluce | questa pagina |
Gonartrosi: l'artrosi del ginocchio
Gonartrosi è il nome dell'artrosi del ginocchio, la sede che più spesso arriva alla protesi. In Italia l'età media al primo impianto di protesi di ginocchio è intorno ai 70 anni, le donne sono circa il 71% degli operati e la diagnosi principale è l'artrosi primaria localizzata del ginocchio nel 78% dei casi. La protesi resta però il punto di arrivo di una minoranza, non il destino di chi riceve la diagnosi.
Il ginocchio può consumarsi in tre zone indipendenti: il comparto interno, quello esterno e quello fra rotula e femore. Da questo dipende dove fa male — per esempio il dolore davanti, salendo le scale, si associa più spesso al comparto femoro-rotuleo.
Coxartrosi: l'artrosi dell'anca
La coxartrosi è l'artrosi dell'anca. Malattia cronica degenerativa, sta fra le prime cause di dolore e di perdita di autonomia nel movimento negli adulti e negli anziani. Il dolore tipico non si sente sul fianco ma all'inguine, e può scendere verso la coscia o arrivare fino al ginocchio.
Una causa strutturale nota di coxartrosi secondaria è il conflitto femoro-acetabolare: piccole deformità dell'osso del femore (tipo "cam") o della cavità del bacino (tipo "pincer") che fanno urtare le due parti durante il movimento. Il dolore all'inguine che peggiora stando seduti o dopo lo sforzo è il modo in cui di solito si presenta. Anche la displasia dell'anca, comprese le forme lievi mai diagnosticate da bambini, è riconosciuta come causa di artrosi dell'anca in età adulta.
Artrosi delle mani e rizoartrosi
La rizoartrosi è l'artrosi dell'articolazione alla base del pollice, quella fra il trapezio e il primo metacarpo. È una delle forme di artrosi della mano più frequenti e più invalidanti: dà dolore forte e limita i movimenti di torsione, quelli che servono ad aprire un barattolo o a girare una chiave.
I sintomi compaiono spesso già intorno ai 40 anni. Il trattamento parte dalle misure conservative, per esempio un tutore da tenere di notte; se dopo due o tre mesi non basta si passa a fisioterapia o onde d'urto, e solo nei casi estremi alla chirurgia con l'asportazione del trapezio.
Sulle altre dita l'artrosi si vede come noduli duri: i noduli di Heberden sulle articolazioni vicine all'unghia e i noduli di Bouchard su quelle intermedie. Si formano mentre l'osso si rimodella dopo la perdita di cartilagine. Esiste anche una forma erosiva, con lesioni visibili alla radiografia e decorso più pesante. L'artrite reumatoide, al contrario, colpisce di preferenza le nocche e il polso, spesso in modo simmetrico, e al tatto il gonfiore è molle invece che duro.
Artrosi cervicale e spondiloartrosi
Con spondiloartrosi si indica l'artrosi della colonna: interessa le faccette articolari fra una vertebra e l'altra, i dischi e i corpi vertebrali. Alla base ci sono usura meccanica ed età, non un processo autoimmune.
Nel tratto cervicale il dolore spesso non resta dove nasce. Le faccette articolari centrali e basse tendono a irradiare il dolore verso la zona della scapola e la spalla; il tratto cervicale alto si associa invece a dolore nella zona della nuca, che molte persone vivono come mal di testa. Nel tratto lombare il dolore delle faccette arriva al gluteo, all'inguine e alla parte posteriore o laterale della coscia, ma di regola non scende sotto il ginocchio: quando scende lungo la gamba il sospetto si sposta sul disco e sulla radice nervosa. Sono orientamenti utili per capirsi con il medico, non criteri per diagnosi fai da te.
Spalla, piede e caviglia
Nella spalla convivono due artrosi diverse. Quella gleno-omerale riguarda l'articolazione principale e nella maggior parte dei casi dà sintomi: dolore nel lanciare, sollevare o alzare il braccio. L'acromion-claveare, dove la clavicola incontra la spalla, è più diffusa ma spesso non dà sintomi, o ne dà pochi.
Alla caviglia l'artrosi primaria è rara. La maggior parte dei casi è post-traumatica: arriva anni dopo una frattura del malleolo o dopo distorsioni gravi e ripetute. Anche l'articolazione sottoastragalica, subito sotto la caviglia, può consumarsi dopo anni di instabilità: il disturbo tipico è il dolore camminando su terreno irregolare, erba o ghiaia. Nel piede la sede più comune è l'alluce: l'hallux rigidus dà rigidità e dolore nel momento in cui il piede spinge a terra, spesso con una sporgenza ossea visibile che sfrega nella scarpa.
Perché viene l'artrosi?
Il tempo, il carico e la storia di quell'articolazione lavorano insieme. Un colpevole unico non c'è, ed è la ragione per cui la forma primaria — quella senza causa identificabile — resta la più frequente.
I fattori che pesano di più, secondo i dati disponibili:
- Età. L'artrosi del ginocchio interessa il 16% delle persone dai 15 anni in su nel mondo e sale al 22,9% dopo i 40. In Italia, dopo i 75 anni, artrosi e artrite insieme riguardano il 68,2% delle donne e il 48,7% degli uomini.
- Sesso femminile. L'artrosi del ginocchio è 1,69 volte più frequente nelle donne che negli uomini.
- Peso in eccesso. L'obesità è associata a più rischio e a forme più gravi anche in articolazioni che non portano il peso del corpo, come le mani: oltre al sovraccarico meccanico contano l'infiammazione di basso grado, le adipochine e i cambiamenti metabolici.
- Traumi e deformità. Frattura, distorsioni ripetute, displasia dell'anca, conflitto femoro-acetabolare: tutte cause riconosciute di artrosi secondaria.
Come si legge una diagnosi di artrosi?
La diagnosi di artrosi è soprattutto clinica e radiografica: contano il tipo di dolore, la durata della rigidità e quello che la radiografia mostra, cioè spazio articolare ridotto e osteofiti. Gli esami del sangue servono soprattutto a escludere una causa autoimmune quando il quadro non è tipico.
Nei referti compare spesso un numero da 0 a 4: è la scala di Kellgren-Lawrence, la classificazione radiologica più usata per descrivere la gravità.
Il grado sulla radiografia e il dolore che si sente non vanno di pari passo. C'è chi ha una lastra impegnativa e quasi non se ne accorge. E c'è chi ha un'immagine modesta e sta male davvero. La decisione sulla terapia la prende il medico guardando la persona, non la lastra da sola.
Gli esami del sangue più usati in questo passaggio sono il fattore reumatoide e gli anti-CCP, che orientano verso l'artrite reumatoide, e poi VES e PCR. Le ultime due misurano l'infiammazione in generale: da sole non distinguono l'artrosi da altre cause e servono più che altro a seguire nel tempo una malattia già diagnosticata.
Artrosi: chi la cura in Italia?
Il punto di partenza è il medico di famiglia, che valuta il caso e indirizza allo specialista giusto. Per un'artrosi "meccanica" tipica, senza segni di infiammazione, il percorso abituale è medico di famiglia, poi ortopedico o fisiatra.
| Specialista | Di che cosa si occupa | Quando ha senso |
|---|---|---|
| Ortopedico | ossa, articolazioni, cartilagini, tendini e legamenti; terapia conservativa, infiltrazioni, chirurgia | artrosi avanzata, dolore che non passa, deformità, blocco articolare, protesi |
| Fisiatra | dolore, movimento, forza, autonomia, recupero funzionale | movimento limitato, muscoli deboli, bisogno di riabilitazione o di tutori |
| Reumatologo | malattie infiammatorie, autoimmuni e sistemiche | gonfiore persistente, più articolazioni insieme, rigidità mattutina lunga, psoriasi, febbre, esami alterati |
Sui costi non esiste una cifra nazionale unica, perché il ticket lo decide la Regione e i listini privati sono liberi. I numeri qui sotto sono ordini di grandezza ricavati da listini di singole strutture e da tariffari regionali del 2026, non una tariffa ufficiale valida ovunque: la cifra che pagherai va sempre chiesta al CUP della tua zona.
| Prestazione | Con il SSN (ticket) | Privato o intramoenia |
|---|---|---|
| Visita specialistica | circa 20–50 € se non si ha l'esenzione | ortopedico circa 80–180 €, fisiatra 70–160 €, reumatologo 90–180 € |
| Infiltrazione di cortisone al ginocchio | spesso solo ticket o piccola quota, circa 10–50 € | circa 50–150 € |
| Infiltrazione di acido ialuronico | dove è coperta, ticket indicativo 20–60 € | circa 100–300 € a seduta, ciclo 300–900 € |
Un'infiltrazione fatta in ospedale pubblico non è automaticamente gratuita. Prima di prenotare conviene chiedere al CUP: se la prestazione è erogata dal SSN o solo in intramoenia, se l'acido ialuronico è compreso o va comprato a parte, quale ticket si applica, se serve prima una visita ortopedica o fisiatrica, se è prevista la guida ecografica.
Si può guarire dall'artrosi?
No, e allo stesso tempo "non si guarisce" non significa "peggiorerà di sicuro". Il servizio sanitario britannico lo scrive senza giri di parole: l'artrosi è una condizione di lunga durata che non si può guarire, ma non peggiora per forza con il tempo e a volte i sintomi migliorano da soli. Quello che nessuna terapia oggi disponibile sa fare è far ricrescere la cartilagine già consumata: tutte puntano su due obiettivi diversi, ridurre i sintomi e rallentare la progressione.
Su una cosa le linee guida sono d'accordo: la velocità con cui la malattia procede dipende anche da fattori su cui si può agire: il peso corporeo e i sovraccarichi ripetuti sulle articolazioni che portano il peso. Per questo esercizio e controllo del peso stanno al primo posto e non in fondo alla lista.
Chi promette la rigenerazione della cartilagine con una compressa sta dicendo qualcosa che la letteratura non sostiene — e in Italia, su un integratore, è anche una frase vietata dalla legge.
Che cosa aiuta davvero
Al primo posto le linee guida internazionali mettono quello che non richiede ricetta: esercizio fisico, controllo del peso, educazione alla gestione della malattia. L'OARSI le indica come trattamenti di base per tutti i pazienti con artrosi, prima di qualsiasi discorso su farmaci o integratori.
Il movimento è la prima terapia
L'esercizio produce un miglioramento clinicamente rilevante su dolore, funzione e qualità della vita. Una revisione sistematica di studi randomizzati sull'artrosi del ginocchio ha misurato una dimensione dell'effetto di 0,52 sul dolore e 0,46 sulla disabilità per la camminata aerobica, e di 0,39 e 0,32 per gli esercizi di rinforzo del quadricipite fatti a casa: due strade diverse, con un beneficio dello stesso ordine.
Nella pratica i numeri che ricorrono negli studi sono oltre 6 000 passi al giorno e programmi di 8–12 settimane, con sedute da 3 a 5 volte a settimana e una durata intorno ai 60 minuti. Il tipo di attività conta meno della continuità.
Il peso pesa più della dieta "antinfiammatoria"
Ogni chilo perso toglie circa 4 kg di carico dal ginocchio a ogni passo. Il dato viene da uno studio clinico di 18 mesi su 142 persone anziane sovrappeso con artrosi del ginocchio, con analisi 3D del cammino: a una riduzione del peso corporeo di 9,8 N corrispondeva una riduzione della forza di compressione nel ginocchio di 40,6 N.
Gli altri numeri vanno nella stessa direzione. Nello studio di popolazione di Framingham, perdere 5,1 kg dimezzava il rischio di sviluppare artrosi del ginocchio nelle donne nei dieci anni successivi. Peso e attività fisica insieme funzionano meglio di ciascuno dei due da solo.
Sul "che cosa mangiare" la risposta onesta sorprende. Una metanalisi di studi randomizzati del 2025, su 9 studi e 898 partecipanti, ha trovato che le diete a ridotto apporto calorico migliorano il dolore in modo netto (SMD −0,85), mentre la dieta mediterranea e quella a basso contenuto di grassi non hanno mostrato un miglioramento significativo del dolore. Né OARSI né EULAR propongono una "dieta antinfiammatoria" con cibi vietati come terapia dell'artrosi. Il dettaglio è nella pagina sugli alimenti da evitare con l'artrosi.
Farmaci, infiltrazioni e chirurgia
Le linee guida della Società Italiana di Reumatologia del 2019 descrivono un percorso a gradini e personalizzato: educazione del paziente, esercizio terapeutico, controllo del peso e dei fattori di rischio, ausili e tutori, farmaci locali (antinfiammatori da applicare sulla pelle o capsaicina), paracetamolo come possibile primo analgesico, antinfiammatori per bocca alla dose minima efficace e per il tempo più breve, duloxetina in alcune forme di dolore persistente, in casi selezionati oppioidi, infiltrazioni o valutazione chirurgica quando il resto non basta.
L'ordine non è un dettaglio: le misure che costano meno e hanno meno effetti indesiderati vengono prima, e non smettono quando si aggiunge un farmaco.
Caldo o freddo?
Il freddo ha prove un po' più solide del caldo, ma nessuno dei due è una terapia principale. Una revisione Cochrane del 2003 su 3 studi e 179 persone con artrosi del ginocchio ha visto che il massaggio con ghiaccio, 20 minuti per 5 volte a settimana, aumentava la forza del quadricipite (differenza relativa del 29%), mentre gli impacchi caldi non miglioravano il gonfiore rispetto al freddo. Una metanalisi del 2025 su 5 studi e 201 partecipanti ha misurato una riduzione del dolore con la crioterapia (SMD −0,57), senza miglioramento significativo della funzione. Il confronto completo è nella pagina caldo o freddo per l'artrosi.
Gli integratori per l'artrosi servono a qualcosa?
Su glucosamina e condroitina le società scientifiche non sono d'accordo fra loro, e chi dice il contrario sta semplificando. L'OARSI nel 2019 raccomanda con forza contro l'uso della glucosamina nell'artrosi del ginocchio; l'American College of Rheumatology, lo stesso anno, raccomanda con forza contro glucosamina e condroitina per ginocchio, anca e mano. L'ESCEO europea, al contrario, raccomanda glucosamina e condroitina solfato "di qualità farmaceutica" come opzione di prima linea. La Società Italiana di Reumatologia sta in mezzo: possibile beneficio sui sintomi al ginocchio, ma modesto, senza effetto strutturale dimostrato sulla cartilagine e con rapporto costo/beneficio incerto.
Due dettagli spiegano buona parte del disaccordo.
Il primo è la forma del sale. Gli studi europei con risultati positivi hanno usato glucosamina solfato cristallina, 1 500 mg al giorno in un'unica assunzione. Il grande studio americano GAIT, risultato negativo, ha usato glucosamina cloridrato, 500 mg tre volte al giorno. Una revisione del 2012 lo scrive in modo esplicito: l'efficacia deriverebbe solo dagli studi con glucosamina solfato cristallina, mentre i risultati aggregati degli studi con altre preparazioni non hanno mostrato effetto sui sintomi.
Quella revisione, però, è firmata da ricercatori dell'azienda che produce proprio quella formulazione, e va letta sapendolo. L'American College of Rheumatology indica come motivo della propria prudenza esattamente questo: i risultati degli studi finanziati dall'industria e quelli degli studi indipendenti non coincidono.
Poi c'è la dose dichiarata. In Italia la stessa sostanza vive due vite: la glucosamina solfato è registrata anche come medicinale, con autorizzazione AIFA, un'indicazione precisa — alleviare i sintomi dell'artrosi lieve o moderata del ginocchio — e una dose fissata a 1 500 mg al giorno. Negli integratori, invece, la dose è spesso più bassa di quella usata negli studi, e a volte non è nemmeno indicata in milligrammi.
Va aggiunto un dato che nessun produttore ama citare: nel registro europeo delle indicazioni sulla salute non esiste nessuna indicazione autorizzata sulle articolazioni o sulla cartilagine per glucosamina, condroitina, collagene, curcuma o MSM. Due richieste sulla glucosamina sono state respinte con regolamento nel 2013 per prove scientifiche insufficienti. È il motivo per cui in etichetta non si possono leggere frasi come "protegge la cartilagine".
Se un integratore di questo gruppo si prende comunque, le linee guida della Società Italiana di Reumatologia del 2019 danno un limite di tempo utile: i cosiddetti SYSADOA, cioè i prodotti ad azione lenta sui sintomi dell'artrosi, possono essere sospesi se entro sei mesi non si vede alcun beneficio (livello di prova 1). Le stesse linee guida aggiungono che dosi e frequenza non sono standardizzate e consigliano di attenersi al foglietto del prodotto.
Come si legge un'etichetta e quali dosi sono state davvero studiate è il tema della pagina di confronto.
Chi vuole capire la singola sostanza trova il dettaglio nelle pagine su glucosamina e le sue prove e su che cos'è la cartilagine e come si consuma.
Che cosa fa questa pagina e che cosa non fa
Questa pagina è una mappa della malattia: che cos'è, quali forme portano un nome proprio, quali numeri esistono per l'Italia, che cosa hanno concluso studi e linee guida su movimento, peso, farmaci e integratori, e in quali casi il dolore articolare non è artrosi affatto.
Una diagnosi no. Nemmeno una terapia cucita addosso o un numero di compresse. Il grado letto sulla radiografia, gli esami del sangue, la scelta fra fisiatra, ortopedico e reumatologo sono decisioni che si prendono su una persona vista di persona.
Perché non pubblichiamo dosi né promesse di guarigione
Dosi personali di integratori o di antinfiammatori non ne scriviamo. Senza una visita sarebbe una scommessa fatta sulla pelle di chi legge, e gli antinfiammatori per bocca hanno effetti indesiderati concreti: le linee guida chiedono la quantità minima che funziona, per il tempo più breve possibile. Un numero copiato da un sito non è quella quantità.
Sulla guarigione la regola è la stessa. Non scriviamo che l'artrosi si risolve o che un prodotto rifà la cartilagine, perché la letteratura non regge quell'affermazione, perché il registro europeo delle indicazioni sulla salute non ha autorizzato nessuna frase del genere per queste sostanze e perché in Italia attribuire a un integratore il potere di prevenire, curare o guarire una malattia è vietato. Quella promessa stampata su una confezione segnala un'infrazione, non una scoperta.
L'artrosi in Italia e nel mondo, in cifre
Fonti utilizzate 30
- ISTAT / EpiCentro-ISS — epidemiologia delle malattie muscolo-scheletriche in Italia (16,4% artrosi o artrite; 68,2% donne e 48,7% uomini dopo i 75 anni; protesi di ginocchio: età media ~70 anni, 71% donne, 78% artrosi primaria localizzata): https://www.epicentro.iss.it/muscolo-scheletriche/epidemiologia-italia
- ISTAT — «Condizioni di salute degli anziani», anno 2015 (65+: 34,1% uomini, 58,4% donne): https://www.istat.it/it/files/2017/09/Condizioni_Salute_anziani_anno_2015.pdf
- ISTAT — indagine sulla salute 2013 (quadro nazionale artrosi/artrite): https://www.istat.it/it/files/2014/07/salute_9-luglioDEF_14-luglio.pdf
- Cui A. et al. — prevalenza globale dell'artrosi del ginocchio, revisione sistematica con metanalisi (16% dai 15 anni, 22,9% dai 40, rapporto donne/uomini 1,69): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7704420/
- Zhang Y., Jordan J.M. — epidemiologia dell'artrosi, NHANES III (37% radiografica al ginocchio dopo i 60 anni; ~10% uomini e 13% donne sintomatici; ~7% donne 65+ per l'anca): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC2920533/
- NHS — Osteoarthritis, sintomi (dolore meccanico, rigidità breve, limitazione del movimento; artrosi della mano: con il tempo il dolore può ridursi e sparire mentre i noduli restano): https://www.nhs.uk/conditions/osteoarthritis/symptoms/
- NHS — Osteoarthritis, panoramica («è una condizione di lunga durata che non si può guarire, ma non peggiora necessariamente con il tempo e a volte migliora gradualmente»): https://www.nhs.uk/conditions/osteoarthritis/
- NHS — Septic arthritis (articolazione calda, rossa e gonfia come urgenza): https://www.nhs.uk/conditions/septic-arthritis/
- Manuale MSD, edizione per i pazienti — panoramica sulle spondiloartriti (differenza fra spondiloartrosi degenerativa e spondiloartrite infiammatoria): https://www.msdmanuals.com/it/casa/disturbi-di-ossa-articolazioni-e-muscoli/patologie-articolari/panoramica-sulla-spondiloartrite
- Humanitas — rizoartrosi: che cos'è e come si cura (sintomi intorno ai 40 anni, tutore notturno, 2–3 mesi, trapeziectomia): https://www.humanitas.it/news/artrosi-cos-e-e-come-si-cura-la-rizoartrosi/
- Nishimura K. et al. — «Meta-analysis: diagnostic accuracy of anti-cyclic citrullinated peptide antibody and rheumatoid factor for rheumatoid arthritis», Annals of Internal Medicine 2007;146(11):797-808, PMID 17548411 (anti-CCP: sensibilità 67%, specificità 95%; IgM RF: 69% e 85%): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17548411/
- Taylor P., Gartemann J., Hsieh J., Creeden J. — «A systematic review of serum biomarkers anti-cyclic citrullinated peptide and rheumatoid factor as tests for rheumatoid arthritis», Autoimmune Diseases 2011 (anti-CCP2 e fattore reumatoide insieme: valore predittivo positivo vicino al 100%; entrambi nei criteri ACR/EULAR 2010): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3170888/
- StatPearls (NCBI Bookshelf) — Osteoarthritis: artrosi primaria e secondaria: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK482326/
- StatPearls (NCBI Bookshelf) — Femoroacetabular Impingement (deformità cam e pincer): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK547699/
- Kloppenburg M., Kwok W.Y. — artrosi della mano: noduli di Heberden e di Bouchard, forma erosiva, Nature Reviews Rheumatology: https://www.nature.com/articles/nrrheum.2011.170
- Messier S.P. et al., «Weight loss reduces knee-joint loads in overweight and obese older adults with knee osteoarthritis», Arthritis & Rheumatism 2005, doi 10.1002/art.21139, PMID 15986358 (1 kg perso ≈ 4 kg di carico in meno a ogni passo): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15986358/
- Bannuru R.R. et al. — OARSI guidelines for the non-surgical management of knee, hip, and polyarticular osteoarthritis, Osteoarthritis and Cartilage 2019, PMID 31278997 (trattamenti di base per tutti; raccomandazione forte contro la glucosamina): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31278997/
- Kolasinski S.L. et al. — 2019 American College of Rheumatology/Arthritis Foundation Guideline for the Management of Osteoarthritis of the Hand, Hip, and Knee, PMID 31908149: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31908149/
- ESCEO — algoritmo di trattamento dell'artrosi del ginocchio (posizione favorevole a glucosamina e condroitina di qualità farmaceutica): https://www.esceo.org/sites/esceo/files/pdf/OA%20ESCEO%20OARSI%20%20GUIDELINES%20NRR%202021.pdf
- Società Italiana di Reumatologia (Ariani A. et al.) — linee guida per diagnosi e gestione dell'artrosi di ginocchio, anca e mano, Reumatismo 2019; 71 (S1): 5-21 (raccomandazioni 8–14 sul percorso di trattamento; raccomandazione 12 su glucosamina e condroitina): https://www.reumatologia.it/obj/files/lineeguida/knee-hip-hand-2019.pdf
- Foglio illustrativo autorizzato da AIFA di un medicinale a base di glucosamina solfato (indicazione: sintomi dell'artrosi lieve o moderata del ginocchio; dose 1 500 mg al giorno): https://farmaco-info.it/dona-140014/foglio-illustrativo
- Registro UE delle indicazioni nutrizionali e sulla salute + Regolamento (UE) 1066/2013 (nessuna indicazione autorizzata su articolazioni e cartilagine; rigetto delle due richieste sulla glucosamina): https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:32013R1066
- Rovati L.C., Girolami F., Persiani S. — «Crystalline glucosamine sulfate in the management of knee osteoarthritis», Therapeutic Advances in Musculoskeletal Disease 2012 (efficacia limitata agli studi con solfato cristallino). Gli autori lavorano per l'azienda che produce quella formulazione: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3400104/
- Roddy E., Zhang W., Doherty M. — «Aerobic walking or strengthening exercise for osteoarthritis of the knee? A systematic review», Annals of the Rheumatic Diseases 2005, doi 10.1136/ard.2004.028746, PMID 15769914 (dimensioni dell'effetto 0,52/0,46 per la camminata aerobica e 0,39/0,32 per il rinforzo del quadricipite): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15769914/
- Zmerly H. et al. — «Personalized physical activity programs for the management of knee osteoarthritis in individuals with obesity», Diseases 2023 (oltre 6 000 passi al giorno; programmi di 8–12 settimane, 3–5 sedute a settimana da 60 minuti): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10742871/
- Huffman K.F. et al. — «The critical role of physical activity and weight management in knee and hip osteoarthritis», The Journal of Rheumatology 2024 (Framingham Study: −5,1 kg dimezzano il rischio di artrosi del ginocchio nelle donne in dieci anni): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10922233/
- Asadi S. et al. — «Dietary interventions in osteoarthritis», revisione sistematica con metanalisi di studi randomizzati, European Journal of Clinical Nutrition 2025 (diete ipocaloriche SMD −0,85 sul dolore): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12537491/
- Brosseau L. et al. — Thermotherapy for treatment of osteoarthritis, Cochrane Database of Systematic Reviews (massaggio con ghiaccio, forza del quadricipite +29%): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6669258/
- Dias R.F. et al. — «Cryotherapy in knee osteoarthritis: a systematic review with meta-analysis», Pain Practice 2025 (SMD −0,57 sul dolore): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12168428/
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) — condroitina solfato: doppio statuto di farmaco e integratore, dosi di 800–1 200 mg al giorno: https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/condroitina-solfato
Autore: Redazione Vivere in Movimento Pubblicato: 5 settembre 2026 · Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2026
Nota di salute. Questo testo raccoglie dati epidemiologici, studi e raccomandazioni di società scientifiche. Non sostituisce la visita del medico e non è una terapia personalizzata.
Marchi citati. I nomi commerciali eventualmente citati appartengono a chi li ha registrati. Ne scriviamo senza alcun legame con produttori o distributori.
Domande frequenti
Artrosi e artrite sono la stessa cosa?
Artrosi e artrite sono la stessa cosa?
No. L'artrosi è l'usura della cartilagine e dà dolore meccanico, che peggiora con il carico e migliora a riposo. L'artrite è un'infiammazione dell'articolazione, spesso autoimmune come nell'artrite reumatoide, con rigidità al mattino che dura oltre 30–60 minuti e dolore anche di notte. Gli anti-CCP nel sangue sono assenti nell'artrosi e presenti in circa due terzi delle artriti reumatoidi.
A che età inizia l'artrosi?
A che età inizia l'artrosi?
Non c'è un'età di partenza uguale per tutti, ma la frequenza cresce con gli anni: l'artrosi del ginocchio riguarda il 16% delle persone dai 15 anni in su nel mondo e il 22,9% dopo i 40. La rizoartrosi, cioè l'artrosi alla base del pollice, dà spesso i primi sintomi già intorno ai 40 anni. In Italia, dopo i 65 anni, artrosi e artrite insieme interessano quasi una persona su due.
Si può camminare con l'artrosi al ginocchio?
Si può camminare con l'artrosi al ginocchio?
Sì, e camminare rientra fra le cose che le linee guida raccomandano per prime. L'esercizio è indicato come trattamento di prima linea, con riferimenti pratici di oltre 6 000 passi al giorno e programmi di 8–12 settimane. Fanno eccezione le situazioni di allarme — gonfiore improvviso, articolazione calda e rossa, impossibilità di appoggiare la gamba — che vanno viste da un medico prima di qualsiasi attività.
Il ginocchio che scrocchia significa artrosi?
Il ginocchio che scrocchia significa artrosi?
Il rumore da solo non è una diagnosi. La diagnosi di artrosi si basa sul tipo di dolore, sulla durata della rigidità e su quello che si vede alla radiografia, cioè riduzione dello spazio articolare e osteofiti. Un rumore associato a dolore sotto carico, rigidità breve al mattino e movimenti più corti merita una visita; un rumore isolato, senza dolore né limitazione, non è un motivo di allarme.
Per l'artrosi è meglio il caldo o il freddo?
Per l'artrosi è meglio il caldo o il freddo?
Il freddo ha prove leggermente più solide, ma la differenza è piccola e nessuno dei due sostituisce l'esercizio. Una metanalisi del 2025 su 5 studi ha misurato una riduzione del dolore con la crioterapia (SMD −0,57) senza miglioramento significativo della funzione, e la revisione Cochrane del 2003 aveva già trovato risultati favorevoli al ghiaccio e non agli impacchi caldi. OARSI ed EULAR li considerano un'aggiunta, non una terapia di fondo.
Chi cura l'artrosi: ortopedico, fisiatra o reumatologo?
Chi cura l'artrosi: ortopedico, fisiatra o reumatologo?
Si parte dal medico di famiglia, che indirizza. Per un'artrosi meccanica tipica il percorso abituale porta all'ortopedico o al fisiatra: il primo valuta terapia conservativa, infiltrazioni ed eventuale chirurgia, il secondo lavora su dolore, movimento, forza e riabilitazione. Il reumatologo è più indicato quando il quadro non sembra solo degenerativo — gonfiore persistente, più articolazioni coinvolte, rigidità mattutina lunga, febbre o esami alterati.
La dieta antinfiammatoria funziona contro l'artrosi?
La dieta antinfiammatoria funziona contro l'artrosi?
Quello che ha mostrato l'effetto più chiaro sul dolore è il taglio delle calorie, non la scelta di uno schema alimentare particolare. Nella metanalisi del 2025 le diete ipocaloriche hanno migliorato il dolore in modo netto (SMD −0,85), mentre la dieta mediterranea e quella a basso contenuto di grassi non hanno dato un miglioramento significativo. OARSI ed EULAR non propongono liste di cibi vietati come terapia dell'artrosi.