Rizoartrosi: che cos'è e come si cura l'artrosi del pollice
La rizoartrosi è l'artrosi dell'articolazione alla base del pollice, quella fra il trapezio (un ossicino del polso) e il primo osso della mano. Il dolore arriva quando si stringe qualcosa fra pollice e indice, o quando si gira la chiave nella serratura e si apre un barattolo. Nell'artrosi della mano la base del pollice è la singola articolazione più colpita, e il trattamento comincia dalle misure conservative, non dalla sala operatoria.
Qui la strada più battuta non passa dalle compresse. Contano di più il tutore, il calore e i gel da farmacia, cioè quello che si applica sopra. Che cosa contengono quei tubetti e quali hanno studi alle spalle lo abbiamo messo in fila in quali gel hanno prove alle spalle.
Che cos'è la rizoartrosi
La rizoartrosi è l'artrosi dell'articolazione trapezio-metacarpale, cioè il punto dove il pollice si attacca al polso. Nei referti la stessa diagnosi può comparire come artrosi trapezio-metacarpale o artrosi carpometacarpica del pollice. Sono nomi diversi per la stessa articolazione.
Quell'articolazione ha una forma particolare. È un'articolazione a sella, una delle sei forme di articolazione sinoviale descritte in anatomia, e proprio questa forma permette al pollice di opporsi alle altre dita (StatPearls, NBK507893). Le prese di forza e le torsioni passano tutte da lì.
Come in ogni altra sede, l'artrosi consuma la cartilagine che riveste le superfici dell'articolazione. Il risultato è la triade classica: dolore legato all'attività (la definizione è del NICE), più rigidità e movimento ridotto (NHS). Il portale clinico di Humanitas descrive per la rizoartrosi un dolore forte alla base del pollice, che limita l'uso della mano soprattutto nei gesti di torsione.
Quanto pesa questa sede lo dice una meta-analisi dedicata: 16 studi di popolazione con radiografia della mano, e la base del pollice risulta la singola articolazione più colpita dall'artrosi della mano (van der Oest 2021). Non è però l'unica sede, perché l'artrosi interessa anche le articolazioni delle dita, con un quadro diverso.
Alla visita il medico cerca un segno tipico di questa sede, lo «squadramento» della base, quando l'articolazione trapezio-metacarpale appare squadrata invece che arrotondata (StatPearls, NBK482326).
Chi si ammala di rizoartrosi
I primi sintomi compaiono spesso già intorno ai 40 anni (Humanitas), e il sesso femminile è fra i tratti che le linee guida italiane elencano nella storia clinica tipica dell'artrosi, insieme a età sopra i 40 anni, menopausa, familiarità, obesità e lavori manuali (SIR 2019, raccomandazione 1).
I numeri per questa articolazione arrivano dalla meta-analisi già citata. A 50 anni i segni radiografici alla base del pollice si trovano nel 7,3% delle donne e nel 5,8% degli uomini; a 80 anni nel 39,0% e nel 33,1%. Il rischio cresce di circa il 6% per ogni anno di età (OR 1,06) ed è più alto nelle donne, ma di poco (OR 1,30, IC 95% da 1,05 a 1,61). Si tratta di segni sulla radiografia, non di persone che hanno dolore. Le due cose non coincidono.
Una cifra italiana specifica per la sola mano non esiste, perché l'ISTAT accorpa artrosi e artrite in un'unica voce e non pubblica una suddivisione nazionale per articolazione. Nel dato aggregato del 2013, artrosi e artrite insieme riguardano il 16,4% della popolazione italiana; nella rilevazione 2015 sugli over 65 la voce riguarda il 58,4% delle donne contro il 34,1% degli uomini.
Perché la mano femminile sia più esposta, la pista più studiata è ormonale.
Una revisione pubblicata su Climacteric nel 2024 riporta che oltre il 70% delle donne sperimenta sintomi muscolo-scheletrici e il 25% ne è limitato in modo importante lungo il passaggio dalla perimenopausa alla postmenopausa: artralgia, perdita di massa muscolare, perdita di densità ossea e progressione dell'artrosi, tutto collegato al calo degli estrogeni. Gli autori propongono in quell'articolo il termine «sindrome muscolo-scheletrica della menopausa». È una loro proposta, non una diagnosi ufficiale.
La stessa direzione arriva dai farmaci che tolgono estrogeni. Con gli inibitori dell'aromatasi (anastrozolo, letrozolo, exemestane) il dolore articolare è frequente. Una metanalisi di 21 studi su 13 177 partecipanti ha trovato artralgia dal 20% al 74% dei casi, con stima aggregata del 46%.
Il peso conta anche qui, dove il carico del corpo non passa. Una revisione su grassi alimentari e artrosi (Sekar 2017) scrive che l'obesità è un fattore di rischio importante per l'artrosi sia nelle articolazioni che portano il peso sia in quelle che non lo portano, e la collega a uno stato di infiammazione di basso grado con acidi grassi saturi in circolo — non è quindi solo una questione di sovraccarico meccanico. Resta però una revisione narrativa, non una misura dell'effetto sulla mano.
Quali sono i sintomi iniziali dell'artrosi alle mani
Il primo segnale della rizoartrosi è il dolore alla base del pollice nei movimenti di pinza e di torsione. Humanitas fa gli esempi della macchinetta del caffè e del pomello di una porta; il NHS quelli dello scrivere, dell'aprire barattoli, del girare le chiavi. Il dolore compare con l'uso e la mano perde forza nella presa. Non a caso la forza di presa è una delle misure che gli studi sulla mano artrosica usano come risultato principale.
Accanto al dolore ci sono rigidità e riduzione del movimento (NHS). La rigidità dell'artrosi è breve. Le linee guida italiane la descrivono come «rigidità mattutina di breve durata» fra i segni tipici (SIR 2019, raccomandazione 1): qualche minuto al risveglio, poi passa muovendosi.
I noduli sono un'altra storia, e vanno separati dal pollice.
I noduli di Heberden sono tumefazioni sul dorso delle articolazioni interfalangee distali, quelle vicino all'unghia; i noduli di Bouchard stanno sulle interfalangee prossimali, le nocche di mezzo (StatPearls, NBK482326). Sono quindi le dita, non la base del pollice. Una revisione su Nature Reviews Rheumatology inquadra proprio così l'artrosi della mano, non come una malattia sola ma come un insieme di sottogruppi distinti: artrosi nodulare delle interfalangee, artrosi della base del pollice e artrosi erosiva. Quest'ultima, con lesioni erosive visibili sulla radiografia, ha un peso clinico maggiore e un decorso peggiore della forma non erosiva.
Il gonfiore dell'artrosi della mano è in buona parte osso. Le linee guida italiane elencano fra i segni la tumefazione ossea, con infiammazione articolare assente o modesta. Non tutto però è duro, e il NHS ricorda che sul dorso delle dita possono comparire anche cisti dolorose piene di liquido.
Rizoartrosi o artrite reumatoide: come si distinguono
Le due malattie colpiscono articolazioni diverse della mano e danno una rigidità di durata diversa. Nell'artrite reumatoide le sedi più coinvolte sono le metacarpo-falangee (le nocche alla base delle dita), le interfalangee prossimali e il polso, di solito in modo bilaterale e simmetrico; le interfalangee distali sono in genere risparmiate e l'articolazione alla base del pollice è colpita più di rado (StatPearls, NBK560890). Nell'artrosi della mano il quadro è rovesciato: proprio le distali e la base del pollice.
Il secondo criterio è l'orologio. Nell'artrite reumatoide la rigidità del mattino dura tipicamente più di un'ora (StatPearls, NBK560890), mentre la diagnosi clinica di artrosi, nel documento NICE NG226, si appoggia a una rigidità mattutina assente o non superiore ai 30 minuti (raccomandazione 1.1.1). Nel pollice artrosico la rigidità dura pochi minuti e si scioglie con il movimento.
Nessuno dei due criteri sostituisce la visita. Servono a capire quando il quadro non è quello «meccanico» tipico e conviene passare da un reumatologo. Le differenze fra le due malattie, sintomo per sintomo, stanno in artrosi e artrite non sono la stessa cosa.
Come si conferma la diagnosi
Nella presentazione tipica dell'artrosi la diagnosi è clinica, e l'imaging non serve. Le linee guida italiane lo riservano ai quadri atipici o al sospetto di un'altra malattia (SIR 2019, raccomandazione 2). Quando la radiografia serve davvero, per la mano il documento indica una proiezione postero-anteriore di entrambe le mani su un'unica lastra; i segni classici sono riduzione focale dello spazio articolare, osteofiti, sclerosi e cisti dell'osso sotto la cartilagine (raccomandazione 3).
Humanitas descrive per il pollice lo stesso passaggio. Davanti a un dolore alla base che peggiora con i movimenti, il medico curante può chiedere una lastra comparata delle due mani, utile sia a confermare la diagnosi sia a stadiare la malattia. La stessa fonte avverte che prima della visita specialistica i pazienti confondono spesso questi sintomi con quelli del dito a scatto o di una tendinite del polso.
Gli esami del sangue non diagnosticano l'artrosi, servono a escludere altro. Le linee guida li chiedono quando ci sono segni infiammatori marcati o sedi atipiche (SIR 2019, raccomandazione 7).
Il tutore serve nella rizoartrosi?
Sì, ed è uno dei pochi interventi che per questa sede ricevono una raccomandazione forte, non un «si può provare».
La linea guida ACR/Arthritis Foundation 2019 mette le ortesi per l'artrosi della prima articolazione carpo-metacarpale, cioè proprio la base del pollice, fra le raccomandazioni forti, nella stessa fascia di esercizio e calo di peso. Per le altre articolazioni della mano la raccomandazione sulle ortesi scende a condizionale.
Le linee guida italiane arrivano allo stesso punto per altra strada. Fra tutti gli ausili e le ortesi elencate, il grado di prove più alto (livello 1) spetta alle calzature nell'artrosi di ginocchio e anca e all'ortesi nell'artrosi della mano, che il testo indica esplicitamente come rizoartrosi (SIR 2019).
Come si usa, in concreto, lo descrive Humanitas: tutore di notte, per dare stabilità al pollice e sfiammarlo. Se dopo 2–3 mesi i sintomi non migliorano si aggiungono terapie fisiche, cicli di onde d'urto o protocolli fisioterapici. La chirurgia resta il passo successivo, non il primo.
Il resto del percorso, nelle linee guida italiane, è graduale e personalizzato: educazione della persona, controllo del peso e dei fattori di rischio, ausili e ortesi, farmaci topici prima di quelli per bocca, e solo dopo infiltrazioni o valutazione chirurgica.
Quale modello, però, non lo dice nessuno dei due documenti. L'ACR elenca i tipi disponibili (ortesi digitali, anelli, tutori rigidi o in neoprene, supporti per tutta la mano) e scrive che i dati non bastano a preferirne uno; nemmeno sul numero di ore al giorno c'è un protocollo standard. La scelta si fa con il fisiatra o con il terapista della mano, sul pollice esaminato. Fra le opzioni condizionali per questa sede l'ACR cita anche il kinesiotaping, che a differenza del tutore lascia libero il movimento.
I guanti — altra domanda frequente — hanno due risposte parziali. L'ACR li nomina fra i supporti che possono dare beneficio, perché uniscono calore e compressione. La metanalisi del 2026 sull'artrosi della mano è più severa: i guanti caldi rientrano fra le monoterapie, cioè le applicazioni di solo calore, e come gruppo hanno reso meno di paraffina e fanghi sia sul dolore sia sulla forza di presa.
Calore, paraffina e fanghi: che cosa dicono gli studi sulla mano
Per l'artrosi della mano il calore ha una base di prove specifica, non un'estrapolazione dal ginocchio. Una revisione sistematica con metanalisi pubblicata su J Rehabil Med nel 2026 ha raccolto 9 studi randomizzati su 627 persone con artrosi della mano: la terapia con il calore ha ridotto in modo significativo il dolore misurato con la scala VAS (SMD −0,60, p=0,01), ha migliorato il punteggio AUSCAN del dolore e il questionario HAQ (p<0,05) e ha aumentato la forza di presa (SMD 0,43, p=0,01).
Il dettaglio interessante sta nel sottogruppo. I metodi multimodali hanno superato le monoterapie come i guanti caldi o il calore semplice, sia sul dolore (SMD −0,85) sia sulla forza di presa (SMD 0,55). Per multimodale si intendono la paraffina, che unisce calore e compressione meccanica, e i fanghi, che aggiungono stimolo chimico e meccanico. La metaregressione dello stesso lavoro indica che durata della singola seduta (p=0,03) e numero di sedute a settimana (p=0,04) pesano sul recupero della forza.
In pratica non conta tanto «il caldo», conta come lo si applica. Anche le linee guida americane separano le due cose: le applicazioni di caldo o freddo sono raccomandate in modo condizionale per mano, ginocchio e anca, mentre la paraffina compare come voce a sé, raccomandata in modo condizionale proprio per l'artrosi della mano (ACR 2019).
Un dato sulla rigidità arriva dal ginocchio, e va letto come tale. Una metanalisi a rete del 2025 su 32 studi randomizzati e 2 078 partecipanti con gonartrosi ha confrontato cinque terapie fisiche. Sul dolore e sulla funzione sono andate meglio la laserterapia a bassa intensità e le onde d'urto, ma sulla rigidità la termoterapia è risultata prima del gruppo (WOMAC stiffness MD −2,09; SUCRA 98,1).
Anche il freddo ha la sua base migliore sul ginocchio. Una metanalisi del 2025 su 5 studi randomizzati e 201 partecipanti ha misurato una riduzione del dolore pari a SMD −0,57, senza effetto significativo sulla funzione. Il confronto completo fra le due strade sta in quando conviene il caldo e quando il ghiaccio.
Creme e gel per l'artrosi alle mani: quali hanno prove
I farmaci antinfiammatori da applicare sulla pelle sono la prima scelta farmacologica indicata dalle linee guida, anche per le articolazioni diverse dal ginocchio. Il documento NICE NG226 raccomanda di offrire un FANS topico nell'artrosi del ginocchio (raccomandazione 1.4.2) e di prenderlo in considerazione nell'artrosi che interessa altre articolazioni, mano compresa (1.4.3); l'antinfiammatorio per bocca arriva solo come secondo passo, se quello topico non funziona o non è adatto (1.4.4). Anche la linea guida ACR/Arthritis Foundation 2019 include i FANS topici fra le raccomandazioni per la mano, con forza «condizionale».
Quanto rendono, in numeri. La revisione Cochrane del 2016 ha raccolto 39 studi e 10 631 partecipanti con dolore muscolo-scheletrico cronico, quasi tutti studi di artrosi e in prevalenza del ginocchio: NNT di 9,8 per il diclofenac topico e NNT di 6,9 per il ketoprofene topico, con prove di qualità moderata. Circa il 60% dei partecipanti ha ottenuto un sollievo importante con il trattamento attivo. Ma sul gel il placebo è forte, e metà dei partecipanti raggiunge il «successo clinico» anche con il gel senza principio attivo.
L'arnica, che per le mani si vende molto, ha due studi condotti proprio su questa sede.
La revisione Cochrane 2013 sui topici vegetali ne ha incluso uno su 174 persone con artrosi della mano: prove di qualità moderata indicano un beneficio simile a quello del gel di ibuprofene, con un numero simile di effetti indesiderati. La differenza sul dolore è stata di −3,8 punti su 100, con la stima puntuale dalla parte dell'arnica e un intervallo di confidenza da −10,1 a 2,5. Una differenza non dimostrata, in nessuna delle due direzioni. Un secondo studio randomizzato in doppio cieco (Widrig 2007) ha confrontato per 21 giorni gel di ibuprofene al 5% e gel di arnica su 204 pazienti con artrosi delle articolazioni della mano, senza trovare differenze su dolore e funzione; effetti indesiderati nel 6,1% con ibuprofene e nel 4,8% con arnica.
Due categorie meritano un avvertimento. I prodotti con salicilati, i tipici balsami «riscaldanti», non sono la stessa cosa dei gel con diclofenac o ketoprofene: la revisione Cochrane 2014 conclude che le prove non ne sostengono l'uso, né nei traumi acuti né nelle condizioni croniche. Sulla capsaicina i documenti non vanno d'accordo, e la differenza conta: nel testo NICE si legge che riduce il dolore nell'artrosi del ginocchio ma non in quella della mano, mentre le linee guida italiane scrivono che il gel di capsaicina è efficace in entrambe le sedi (livello 2 per il ginocchio, livello 1 per la mano; SIR 2019, raccomandazione 10). Nella stessa raccomandazione la SIR ricorda anche che i topici sono preferiti ai farmaci per bocca quando le articolazioni colpite sono poche, la situazione classica del pollice, e che sopra i 75 anni si sceglie il FANS topico invece di quello orale.
Gli integratori servono per l'artrosi delle mani?
Le raccomandazioni internazionali sulla mano si dividono, e la divisione è istruttiva. La linea guida ACR/Arthritis Foundation 2019 raccomanda con forza contro la glucosamina nell'artrosi di ginocchio, anca e mano. Per la condroitina la stessa linea guida raccomanda con forza contro nel ginocchio e nell'anca, ma fa un'eccezione: nella mano la condroitina è raccomandata in modo condizionale, perché un singolo studio ha mostrato un effetto analgesico senza danni proprio in questa sede.
Un'eccezione basata su uno studio resta un'eccezione fragile, e va detto.
La Società Italiana di Reumatologia tiene una posizione intermedia e fissa un limite pratico utile: se entro sei mesi non si osserva alcun beneficio, il prodotto va sospeso. Le stesse linee guida notano che dosi e frequenza non sono standardizzate e che le prove per anca e mano sono più disomogenee che per il ginocchio.
Sul piano legale il confine è netto. Nel registro europeo delle indicazioni sulla salute non esiste alcuna indicazione autorizzata su articolazioni o cartilagine per glucosamina, condroitina, collagene, curcuma o MSM: tutte le richieste presentate su questi temi risultano non autorizzate. A un integratore non si può attribuire la capacità di prevenire, curare o guarire una malattia — e questo vale per il testo, per il nome del prodotto e per le immagini sulla confezione.
Il confronto sostanza per sostanza, con le dosi usate negli studi e quelle stampate in etichetta, è in le sostanze da banco messe a confronto.
Infiltrazioni nella mano: che cosa è stato misurato
Per l'acido ialuronico nella mano i dati disponibili non mostrano un vantaggio rispetto al placebo. Una revisione CADTH del 2019 dedicata alla viscosupplementazione fuori dal ginocchio conclude che, nella mano, il confronto con il cortisone dà risultati contraddittori e il confronto con il placebo non mostra differenze su dolore e funzione. Le linee guida italiane sono nella stessa zona grigia: l'effetto dell'acido ialuronico è stato studiato in ginocchio, mano e anca, una tendenza al beneficio si intravede soprattutto nel ginocchio — ma gli effetti misurati sono piccoli (SIR 2019, livello 1-2).
Le infiltrazioni di corticosteroide restano un'opzione a sé. Il NHS le descrive come un trattamento che agisce in fretta e può alleviare il dolore per settimane o mesi, proposto quando gli altri trattamenti non hanno funzionato. Anche l'ACR 2019 le include, con forza condizionale, fra le opzioni per l'artrosi della mano. La SIR aggiunge un dettaglio pratico sulla tecnica: la guida ecografica e l'esperienza di chi esegue aumentano la percentuale di infiltrazioni riuscite.
Si arriva sempre all'intervento?
No. Si arriva all'intervento quando le terapie conservative non riescono più a controllare il dolore. Le linee guida italiane pongono tre condizioni per valutare la chirurgia: artrosi visibile sulla radiografia, disabilità marcata con qualità della vita ridotta e dolore che non risponde agli altri trattamenti (SIR 2019, raccomandazione 16).
L'intervento più comune per la rizoartrosi, spiega la chirurga della mano intervistata da Humanitas, è la trapeziectomia con artroplastica di sospensione: si toglie il trapezio e si costruisce una nuova articolazione con una piccola striscia di tendine prelevata dal polso. Non è quindi solo un'asportazione. L'operazione dura circa un'ora e si fa in day hospital, con anestesia del solo braccio; dopo servono tre settimane di immobilizzazione e un protocollo riabilitativo intenso.
I risultati a distanza sono un'altra questione. Quanto dura il beneficio e quante persone tornano ad avere dolore, le fonti che abbiamo verificato per questa pagina non lo dicono, e preferiamo non inventare numeri.
Alcuni quadri della mano non sono artrosi e non aspettano.
Articolazione calda, rossa e gonfia, con dolore forte e movimento bloccato, soprattutto senza un trauma: può essere un'artrite settica. È un'emergenza medica: senza trattamento porta a distruzione dell'articolazione, osteomielite, sepsi e morte. Si va in pronto soccorso.
La febbre non è obbligatoria. È presente solo nel 40–60% dei casi di artrite settica ed è un segno aspecifico: la sua assenza non autorizza ad aspettare.
Entro uno o due giorni conviene invece farsi vedere se compare un gonfiore importante senza motivo, se non riesci a muovere l'articolazione, se il dolore è notturno e si accompagna a perdita di peso non spiegata, o se la rigidità del mattino supera la mezz'ora e non passa muovendosi. Quest'ultimo segno esce dal quadro dell'artrosi e orienta verso una malattia infiammatoria, quindi verso il reumatologo.
Quando il dolore riguarda molte articolazioni insieme e non solo il pollice, il ragionamento cambia: lo abbiamo raccolto in che cosa c'è dietro un dolore diffuso.
Che cosa trovi in questa pagina e che cosa no
Qui trovi che cos'è la rizoartrosi, dove si trova l'articolazione coinvolta, quali sintomi dà all'inizio, come si distingue dall'artrite reumatoide, come si conferma la diagnosi, che posto ha il tutore nelle linee guida e che cosa hanno misurato gli studi su calore, paraffina, gel, integratori e infiltrazioni nella mano.
Non trovi una diagnosi, una scheda di esercizi ritagliata sul tuo pollice, una dose di farmaco o di integratore, né l'indicazione se operarti. Quelle scelte nascono davanti a una mano esaminata, con la radiografia sul monitor e la storia clinica della persona sotto gli occhi. Il meccanismo generale dell'usura della cartilagine, valido per tutte le articolazioni, è spiegato in come funziona l'artrosi in generale.
Perché non pubblichiamo una scheda di esercizi per il pollice
Gli esercizi per la mano sono la cosa più cercata su questo argomento, e proprio per questo non ci mettiamo a inventarli. Non perché non servano: l'ACR 2019 raccomanda con forza l'esercizio anche nell'artrosi della mano, precisando però che le prove per la mano sono molto meno numerose che per ginocchio e anca. E nelle linee guida italiane le indicazioni sull'esercizio terapeutico riguardano esclusivamente ginocchio e anca (SIR 2019, livello 1a). Per il pollice artrosico quei documenti non pubblicano una sequenza standard. Numero di ripetizioni, resistenza e progressione si tarano sulla singola mano, e una scheda uguale per tutti si darebbe una precisione che i dati non hanno.
Quello che le stesse linee guida indicano prima dell'esercizio è valutare la capacità di svolgere le attività quotidiane e insegnare le tecniche di protezione articolare: come impugnare, come distribuire lo sforzo, quali ausili usare. È lavoro da terapista della mano, non da scheda scaricata.
La rizoartrosi in cifre
Fonti utilizzate 26
- Humanitas — «Artrosi: cos'è e come si cura la rizoartrosi», intervista alla dott.ssa Laura Frontero, chirurgo della mano (dolore alla base del pollice nei gesti di torsione; primi sintomi intorno ai 40 anni; lastra comparata delle due mani per confermare e stadiare; confusione frequente con dito a scatto e tendiniti del polso; tutore notturno come primo passo, rivalutazione a 2–3 mesi, poi onde d'urto e fisioterapia; intervento più comune la trapeziectomia con artroplastica di sospensione: rimozione del trapezio e nuova articolazione con un tratto di tendine del polso, circa un'ora in day hospital, tre settimane di immobilizzazione e riabilitazione intensa): https://www.humanitas.it/news/artrosi-cos-e-e-come-si-cura-la-rizoartrosi/
- van der Oest M.J.W., Duraku L.S., Andrinopoulou E.R. et al. — «The prevalence of radiographic thumb base osteoarthritis: a meta-analysis», Osteoarthritis Cartilage 2021;29(6):785-792, PMID 33744429 (16 studi di popolazione: la base del pollice è la singola articolazione più colpita nell'artrosi della mano; a 50 anni 7,3% delle donne e 5,8% degli uomini, a 80 anni 39,0% e 33,1%; OR 1,06 per anno di età, OR 1,30 per il sesso femminile, IC 95% 1,05-1,61): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33744429/
- Kloppenburg M., Kwok W.Y. — «Hand osteoarthritis — a heterogeneous disorder», Nat Rev Rheumatol 2011;8(1):22-31, PMID 22105244 (sottogruppi distinti: artrosi nodulare interfalangea, artrosi della base del pollice, artrosi erosiva; la forma erosiva ha peso clinico maggiore e decorso peggiore della non erosiva): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22105244/
- StatPearls — «Osteoarthritis», NCBI Bookshelf NBK482326 (noduli di Heberden: tumefazioni postero-laterali delle interfalangee distali; noduli di Bouchard: delle prossimali; «squadramento» della base del pollice alla prima carpo-metacarpale): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK482326/
- StatPearls — «Hand and Wrist Rheumatoid Arthritis», NCBI Bookshelf NBK560890 (nell'artrite reumatoide sono colpite soprattutto metacarpo-falangee, interfalangee prossimali e polso, in modo bilaterale e simmetrico; le interfalangee distali sono di regola risparmiate e la prima carpo-metacarpale è coinvolta più di rado; rigidità mattutina oltre un'ora): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK560890/
- Sekar S., Crawford R., Xiao Y., Prasadam I. — «Dietary Fats and Osteoarthritis: Insights, Evidences, and New Horizons», J Cell Biochem 2017;118(3):453-463, PMID 27735992 (l'obesità è fattore di rischio per l'artrosi sia nelle articolazioni che portano il peso sia in quelle che non lo portano; stato di infiammazione di basso grado e acidi grassi saturi): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27735992/
- StatPearls — «Anatomy, Joints», NCBI Bookshelf NBK507893 (le sei forme di articolazione sinoviale; l'articolazione a sella trapezio-metacarpale rende il pollice opponibile): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK507893/
- NHS — Osteoarthritis, sintomi (dolore e rigidità con limitazione del movimento; nella mano le tre sedi tipiche sono la base del pollice, le articolazioni vicine alle unghie e quelle di mezzo delle dita; possibili cisti dolorose sul dorso delle dita; difficoltà a scrivere, aprire barattoli, girare le chiavi): https://www.nhs.uk/conditions/osteoarthritis/symptoms/
- NHS — Osteoarthritis, trattamento («non c'è una cura, ma la condizione non peggiora necessariamente nel tempo»; infiltrazioni di corticosteroide: effetto rapido, sollievo per settimane o mesi): https://www.nhs.uk/conditions/osteoarthritis/treatment/
- Cheng K., Zhang Z., Lv S. et al. — «The short-term efficacy of heat therapy for osteoarthritis of the hands: a systematic review and meta-analysis», J Rehabil Med 2026, doi 10.2340/jrm.v58.45883, PMID 42572834 (9 studi randomizzati, 627 persone; VAS SMD −0,60; forza di presa SMD 0,43; sottogruppo multimodale paraffina e fanghi SMD −0,85 e 0,55; metaregressione su durata e frequenza delle sedute): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42572834/
- Lan X., Li L. et al. — «Physical modalities for the treatment of knee osteoarthritis: a network meta-analysis», Aging Clin Exp Res 2025, doi 10.1007/s40520-025-03015-6 (32 studi randomizzati, 2 078 partecipanti; termoterapia prima sulla rigidità: WOMAC stiffness MD −2,09, SUCRA 98,1): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40192971/
- Dias R.F. et al. — «Cryotherapy in knee osteoarthritis: a systematic review with meta-analysis», 2025 (5 studi randomizzati, 201 partecipanti; dolore SMD −0,57; funzione non significativa): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12168428/
- NICE NG226 — «Osteoarthritis in over 16s: diagnosis and management» (raccomandazione 1.1.1 diagnosi clinica con rigidità mattutina assente o non oltre 30 minuti; 1.4.2 FANS topico nel ginocchio; 1.4.3 FANS topico da considerare nelle altre articolazioni; 1.4.4 FANS orale come secondo passo; capsaicina: prove nel ginocchio, non nella mano): https://www.nice.org.uk/guidance/ng226/resources/osteoarthritis-in-over-16s-diagnosis-and-management-pdf-66143839026373
- Kolasinski S.L. et al. — 2019 ACR/Arthritis Foundation Guideline for the Management of Osteoarthritis of the Hand, Hip, and Knee, PMID 31908149, testo completo PMC11488261 (raccomandazione forte per le ortesi nell'artrosi della prima carpo-metacarpale, con dati insufficienti a preferire un tipo di ortesi rispetto a un altro e i guanti citati per calore e compressione; forte anche per l'esercizio, con prove sulla mano meno numerose che su ginocchio e anca; condizionali il kinesiotaping della stessa sede, le ortesi delle altre articolazioni della mano, le applicazioni di caldo/freddo, la paraffina per la mano, i FANS topici, le infiltrazioni di steroide e la condroitina nella mano — «a single trial suggested analgesic efficacy of chondroitin sulfate, without evidence of harm, in hand OA»; raccomandazione forte contro la glucosamina in ginocchio, anca e mano): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31908149/
- Derry S., Conaghan P., Da Silva J.A., Wiffen P.J., Moore R.A. — «Topical NSAIDs for chronic musculoskeletal pain in adults», Cochrane Database Syst Rev 2016, PMID 27103611 (39 studi, 10 631 partecipanti; diclofenac topico NNT 9,8; ketoprofene topico NNT 6,9; forte risposta al gel placebo): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27103611/
- Cameron M., Chrubasik S. — «Topical herbal therapies for treating osteoarthritis», Cochrane Database Syst Rev 2013, PMID 23728701 (arnica: 1 studio su 174 persone con artrosi della mano, beneficio simile al gel di ibuprofene, differenza sul dolore 3,8 punti su 100, IC da −10,1 a 2,5): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23728701/
- Widrig R., Suter A., Saller R., Melzer J. — «Choosing between NSAID and arnica for topical treatment of hand osteoarthritis in a randomised, double-blind study», Rheumatol Int 2007, PMID 17318618 (204 pazienti, 21 giorni, ibuprofene 5% contro gel di arnica: nessuna differenza su dolore e funzione; effetti indesiderati 6,1% contro 4,8%): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17318618/
- Derry S., Matthews P.R., Wiffen P.J., Moore R.A. — «Salicylate-containing rubefacients for acute and chronic musculoskeletal pain in adults», Cochrane 2014, PMID 25425092 (le prove non sostengono l'uso dei rubefacenti con salicilati): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25425092/
- Società Italiana di Reumatologia (Ariani A. et al.) — linee guida per diagnosi e gestione dell'artrosi di ginocchio, anca e mano, Reumatismo 2019;71(S1) (racc. 1: sesso femminile, età sopra i 40 anni, menopausa, familiarità, obesità e uso lavorativo fra i tratti tipici; tumefazione ossea e rigidità mattutina di breve durata fra i segni; racc. 2-3: imaging non necessario nella presentazione tipica, per la mano radiografia postero-anteriore di entrambe le mani su un'unica lastra; racc. 7: esami del sangue solo per la diagnosi differenziale; racc. 10: topici preferiti ai sistemici con poche articolazioni colpite, capsaicina efficace in ginocchio e mano — livello 2 e 1; ortesi nell'artrosi della mano/rizoartrosi con il grado di prove più alto fra ausili e ortesi, livello 1; indicazioni sull'esercizio terapeutico limitate a ginocchio e anca, livello 1a; acido ialuronico con effetti piccoli; racc. 16: chirurgia con artrosi radiografica, disabilità marcata e dolore refrattario; SYSADOA da sospendere se entro sei mesi non si osserva beneficio, con dosi e frequenze non standardizzate ed evidenze più eterogenee per anca e mano che per il ginocchio): https://www.reumatologia.it/obj/files/lineeguida/knee-hip-hand-2019.pdf
- CADTH — «Intra-articular Hyaluronic Acid for Viscosupplementation in Osteoarthritis of the Hand, Shoulder, and Temporomandibular Joint», NCBI Bookshelf NBK546787, 2019 (mano: risultati contraddittori contro cortisone, nessuna differenza contro placebo su dolore e funzione): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK546787/
- Wright V.J., Schwartzman J.D., Itinoche R., Wittstein J. — «The musculoskeletal syndrome of menopause», Climacteric 2024;27(5):466-472, PMID 39077777 (oltre il 70% delle donne con sintomi muscolo-scheletrici, 25% limitate; artralgia, perdita di massa muscolare e ossea, progressione dell'artrosi; il termine è proposto dagli autori): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39077777/
- Hyder T. et al. — «Aromatase Inhibitor-Associated Musculoskeletal Syndrome», Front Endocrinol 2021 (metanalisi di 21 studi su 13 177 partecipanti: artralgia dal 20% al 74%, stima aggregata 46%): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8353230/
- DeWeber K., Olszewski M., Ortolano R. — «Knuckle cracking and hand osteoarthritis», J Am Board Fam Med 2011;24(2):169-74, doi 10.3122/jabfm.2011.02.100156, PMID 21383216 (215 persone di 50–89 anni, radiografia della mano destra: artrosi nel 18,1% di chi scrocchia contro 21,5% di chi non scrocchia, p=0,548): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21383216/
- ISTAT / EpiCentro-ISS — epidemiologia delle malattie muscolo-scheletriche in Italia (artrosi e artrite insieme nel 16,4% della popolazione; dopo i 65 anni 58,4% delle donne e 34,1% degli uomini; nessuna suddivisione nazionale per singola articolazione): https://www.epicentro.iss.it/muscolo-scheletriche/epidemiologia-italia
- Registro UE delle indicazioni nutrizionali e sulla salute e Ministero della Salute, indicazioni sulla salute (nessuna indicazione autorizzata su articolazioni o cartilagine per glucosamina, condroitina, collagene, curcuma e MSM; divieto di attribuire a un integratore la capacità di prevenire, curare o guarire): https://www.salute.gov.it/new/it/tema/nutrizione/indicazioni-nutrizionali-e-sulla-salute-claims
- StatPearls — «Septic Arthritis», NCBI Bookshelf NBK538176 (la febbre è presente solo nel 40–60% dei casi ed è un segno aspecifico) e Momodu I.I., Savaliya V. / PMC4401966 (l'artrite settica non trattata porta a distruzione articolare, osteomielite, sepsi e morte): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK538176/
Autore: Redazione Vivere in Movimento Pubblicato: 5 settembre 2026 · Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2026
Nota di salute. Questa pagina raccoglie studi, linee guida e dati pubblici sull'artrosi della mano e del pollice. Non è una visita, non è una diagnosi e non prende il posto di chi ti segue.
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Domande frequenti
A che età inizia l'artrosi alle mani?
A che età inizia l'artrosi alle mani?
I sintomi della rizoartrosi compaiono spesso intorno ai 40 anni, secondo il portale clinico di Humanitas. La frequenza dei segni radiografici cresce poi con l'età: alla base del pollice si trovano nel 7,3% delle donne di 50 anni e nel 39% di quelle di 80 (meta-analisi van der Oest 2021). Nei dati ISTAT del 2015, che però accorpano artrosi e artrite di tutte le sedi, dopo i 65 anni la voce riguarda il 58,4% delle donne e il 34,1% degli uomini.
Il tutore per il pollice serve davvero?
Il tutore per il pollice serve davvero?
Sì: è uno dei pochi interventi che per la base del pollice hanno una raccomandazione forte. L'ACR/Arthritis Foundation 2019 raccomanda con forza le ortesi per l'artrosi della prima carpo-metacarpale, e le linee guida italiane assegnano all'ortesi nell'artrosi della mano il livello di prove più alto fra ausili e ortesi. Quello che non è standardizzato è il modello e il numero di ore: Humanitas descrive il tutore notturno come primo passo, con rivalutazione a 2–3 mesi.
Far scrocchiare le dita fa venire l'artrosi alle mani?
Far scrocchiare le dita fa venire l'artrosi alle mani?
No, e c'è uno studio che l'ha misurato. In un'indagine caso-controllo su 215 persone fra i 50 e gli 89 anni, tutte sottoposte a radiografia della mano destra, l'artrosi era presente nel 18,1% di chi aveva l'abitudine di scrocchiare le dita e nel 21,5% di chi non ce l'aveva (p=0,548). Né gli anni di abitudine né la frequenza giornaliera risultavano associati all'artrosi.
La paraffina serve nell'artrosi delle mani?
La paraffina serve nell'artrosi delle mani?
Nella metanalisi del 2026 sull'artrosi della mano la paraffina rientra fra i metodi multimodali, che uniscono calore e compressione: come sottogruppo hanno reso più delle applicazioni semplici, con SMD −0,85 sul dolore e 0,55 sulla forza di presa. È un trattamento sintomatico, non modifica la malattia.
I guanti per l'artrosi alle mani funzionano?
I guanti per l'artrosi alle mani funzionano?
Nella stessa metanalisi i guanti caldi rientrano fra le monoterapie, cioè le applicazioni di solo calore, e come gruppo hanno reso meno di paraffina e fanghi sia sul dolore sia sulla forza di presa. Un effetto sul sintomo quindi c'è, ma è il più modesto fra quelli misurati.
Per le mani è meglio il caldo o il freddo?
Per le mani è meglio il caldo o il freddo?
Sulla mano le prove disponibili riguardano il calore: 9 studi randomizzati e 627 persone, con riduzione del dolore SMD −0,60 e aumento della forza di presa SMD 0,43. Le prove sul freddo vengono invece dal ginocchio (SMD −0,57 sul dolore). Il confronto per esteso è in che cosa cambia fra impacco caldo e ghiaccio.
Gli integratori curano l'artrosi delle mani?
Gli integratori curano l'artrosi delle mani?
No: non esiste un trattamento che ricostruisca la cartilagine già consumata, e il NHS ricorda che per l'artrosi non c'è una cura, pur precisando che la condizione non peggiora necessariamente nel tempo. Sui sintomi la linea guida ACR 2019 raccomanda con forza contro la glucosamina anche nella mano, mentre ammette in modo condizionale la condroitina proprio per questa sede, sulla base di un singolo studio.