Oggi giorno è impossibile evitare situazioni di stress quotidiano. Ma se lo stress diventa cronico, le condizioni di vita possono peggiorare notevolmente. In questo articolo analizzeremo il meccanismo con il quale lo stress influenza il nostro corpo, il ruolo del cortisolo e le possibili conseguenze, concludendo con una soluzione ambiziosa ma efficace.
Sistema nervoso autonomo
Come tutti sanno il sistema nervoso traduce stimoli ricevuti in impulsi elettrici. è un sistema in equilibrio: oscilla continuamente tra simpatico (fight or flight) e parasimpatico (rest and digest). Il sistema nervoso simpatico promuove il catabolismo dei tessuti(volgarmente: rompe) e il metabolismo dei grassi per accedere al glucosio (energia), stimola motivazione, concentrazione sui propri obiettivi e stato di allerta. Il parasimpatico al contrario stimola la riparazione, la rigenerazione, il sistema immunitario e la crescita anabolica necessaria per immagazzinare energie. Per una salute fisica e mentale a lungo termine è quindi fondamentale un delicato bilanciamento tra questi due sistemi. (1)
Cos’è lo stress
Ogni volta che eventi giornalieri vengono percepiti come una minaccia, viene attivato involontariamente il sistema simpatico. Per garantire energia al nostro corpo e fronteggiare stimoli stressanti, i livelli di cortisolo aumentano. è un meccanismo difensivo per fronteggiare pericoli e salvarsi la pellaccia. Nell’epoca moderna, bombardati da stimoli, percepiamo situazioni che non mettono in pericolo la nostra vita come stressanti e minacciosi. Il risultato è una prolungata secrezione di cortisolo. Adattativa per un breve periodo, dannosa nel lungo termine. (1)
Cortisolo
Il cortisolo è un ormone indispensabile prodotto dalle ghiandole adrenali. è rilasciato durante il giorno (il suo picco è al mattino, a meno che tu non sia un lavoratore notturno) per facilitare lo stato di allerta. Mantiene i livelli di glucosio nel sangue (resistendo l’azione dell’insulina.) e sopprime i sistemi non vitali per garantire energia al cervello e al sistema neuromuscolare. è anche un potente anti-infiammatorio. (1)
risposta allo stress
La fase iniziale di una risposta acuta allo stress è caratterizzata dal rilascio di catecolamine: norepinefrina ed epinefrina (adrenalina). Queste aumentano il battito cardiaco, la pressione sanguigna, sudorazione, vasocostrizione e dilatazione delle pupille. è importante sottolineare che questa prima risposta simpatetica è pro infiammatoria.
Segue poi una risposta neuroendocrina: sotto la percezione di stress, un susseguirsi di segnali porta alla secrezione di cortisolo circa 15 minuti dall’inizio dell’evento stressante. I livelli di cortisolo rimangono alti per ore andando a diminuire l’infiammazione e permettendo un’efficace gestione dello stress. (1)
Stress cronico
Gli eventi stressanti sono inevitabili e la capacità di superarli nella vita di tutti i giorni è fondamentale. Abbiamo la favolosa capacità di controllare ciò che percepiamo stressante e come reagiamo di fronte a particolari eventi. Una breve risposta allo stress può essere adattativa per motivarci a raggiungere i nostri obiettivi o per sopravvivere, ma una risposta cronica può essere catastrofica. Una prolungata secrezione di cortisolo può sviluppare una resistenza, rendendo più difficile il suo legame con i recettori dei glucocorticoidi (anti-infiammatori), con un meccanismo simile ai diabetici che sviluppano una resistenza all’insulina. Inoltre può aumentare la sua affinità con i recettori per i mineralcorticoidi conferendo al cortisolo effetti pro infiammatori. (1)
E quali sono le conseguenze di una infiammazione a lungo termine?
L’infiammazione induce stress ossidativo e “nitroattivo”, morte cellulare, danno da radicali liberi, invecchiamento e degenerazione sistemica dei tessuti. I sintomi di uno stress indotto dal malfunzionamento di cortisolo includono degenerazione di muscoli e ossa, ipotensione ortostatica e un non adattivo riflesso pupillare alla luce. L’infiammazione indotta da stress può infine portare allo sviluppo di numerose malattie infiammatorie autoimmuni. (1)
Un’altra manifestazione di stress cronico è un senso di disperazione e desolazione, soprattutto se i problemi che hanno causato la reazione stressante non sono stati risolti, portando ad un’ulteriore mancanza di controllo sulla vita. Infatti a peggiorare la situazione è la tendenza dell’essere umano a rinunciare quando non si sente in controllo sulla propria vita/situazione; o dopo aver fallito. La conseguenza è uno stato di depressione: fallire ripetutamente, rinunciare, essere senza speranze e disperati sono tutte caratteristiche della depressione. (2)
Conclusione e possibile soluzione
Ma se pensiamo alla funzione fisiologica dello stress, che è motivare alla sopravvivenza, al successo o al raggiungimento dei propri obiettivi, allora si intuisce che l’unico modo per evitare la cronicizzazione è il confronto e non l’abbandono. Gestire i fallimenti e gli eventi inaspettati, accettare le sfide e confrontare le proprie paure può prevenire lo stress cronico portando al successo personale e alla realizzazione dei propri obiettivi.
Per gestire nel migliore dei modi lo stress cronico e prevenire le sue debilitanti conseguenze, è necessario identificare le paure che stanno alla base della risposta allo stress. Possono essere fisiche, psicologiche, sociali o ambientali. è necessario chiedersi se sono razionali e infine risolverle confrontando se stessi con le proprie paure. (2)
Bibliografia
1. Hannibal KE, Bishop MD. Chronic Stress, Cortisol Dysfunction, and Pain: A Psychoneuroendocrine Rationale for Stress Management in Pain Rehabilitation. Phys Ther. 2014 Dec 1;94(12):1816–25.
2. Ehlert U, Gaab J, Heinrichs M. Psychoneuroendocrinological contributions to the etiology of depression, posttraumatic stress disorder, and stress-related bodily disorders: the role of the hypothalamus-pituitary-adrenal axis. Biol Psychol. 2001;57:141–152